LA CASA SENZA MURA
Sciogli le briglie
che t’incatenano;
audace spezza
queste catene
ch’esse ti imbrigliano.
E aperto il mondo
al Desiderio
vertiginoso
infine, libero
rimani immobile:
quello è il tuo luogo
l’eterna casa
di cui abbattesti
fiero, le mura.
*
Commento:
Questa poesia non è altro se non un inno alla libertà. La sua forma è semplice e molto breve: dei quinari sciolti che danno una tendenza scattante, musicale ai versi scritti.
Sulla libertà - sulla conquista di questo sommo bene - impegnai tutta la mia giovinezza, dalla liberazione dagli obblighi e dai doveri di tipo familiare, a quella più sottile e profonda della liberazione da ogni sorta di dipendenza personale. Ebbene, qui indico, quale presupposto e condizione sine qua non è possibile lo scioglimento/spezzamento delle briglie o catene della servitù umana, l'apertura permessa dall'abbandono al desiderio che guida l'interiorità di ogni essere senziente. Ma per per lasciarsi trasportare dalla corrente di codesto desiderio intimo, occorre anche non forzarsi nel movimento, bensì rimanere immobili e, quasi, passivi, per conquistarsi la possibilità di un'azione migliore (in una sorta di non-agire taoista). Così, può trovarsi finalmente il luogo che tutti ricercano senza mai riuscire a scorgerlo; la dimora dell'umanità realizzata: quella casa, eterna in quanto al di là del tempo storico, priva di mura della Natura, ovvero ciò che fa la quieta naturalezza, spontanea e inintenzionale, del vivere dell'uomo felice.
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